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Introspezione 10 maggio 2007 · lettura 1 min · 1131 letture

Il Seduto.

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Francesco Nubi 24 poesie pubblicate
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non ho paura di essere ubriaco sento il diavolo mi scorre nelle vene passando un altro semaforo rosso rido e ho paura di uccidere per l' indifferenza come fossi io contro me stesso non emetto suoni paralizzato denti gialli sbeccati incastrati un morso stretto irreversibile i sorrisi si trasformano in solchi vecchi impolverati bianchi le mie fredde lame non faranno più soffrire nessuna ragazzina non mi vedono e io vorrei non averli voluti vedere tutti si fanno domande sul suo conto sarà da prima pagina. lo stanno chiedendo tutti se lo sapranno potranno punirmi e io non potrò farci niente. io non sono qui. sono Il Seduto.
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Francesco Nubi
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Commenti (4)

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B

mi ha colpito la 'violenza' visiva delle impressioni verbali, il tormento..ma devo rileggerla a lungo e meditarla.voglio capirla bene.

Apache10 maggio 2007

mi imbestialisce l'idea che troppe "ragazzine" così come tu definisci le vittime della strada... " finiscono di soffrire" per mano di "denti gialli" mentre troppe panchine ospitano "seduti inermi"

Leaf10 maggio 2007

grande forza espressiva.Le immagini scorrono davanti agli occhi con la velocità di un'auto lanciata su una strada vuota notturna... come un mostro medievale pronto a ingoiare vittime balzando fuori dal buio, da una nascosta staticità irreale... Immaginifica e crudele.Molto bella.

I
Il Canaro11 maggio 2007

Salta l'uomo con l'accetta salta dentro la tua testa salta e invoca una tempesta