Il Seduto.
non ho paura
di essere ubriaco
sento il diavolo
mi scorre nelle vene
passando un altro semaforo rosso
rido e ho paura
di uccidere
per l' indifferenza
come fossi
io contro me stesso
non emetto suoni
paralizzato
denti gialli
sbeccati incastrati
un morso stretto irreversibile
i sorrisi
si trasformano in solchi
vecchi impolverati bianchi
le mie fredde lame
non faranno più soffrire
nessuna ragazzina
non mi vedono
e io vorrei
non averli voluti vedere
tutti si fanno domande sul suo conto
sarà da prima pagina.
lo stanno chiedendo tutti
se lo sapranno potranno punirmi
e io non potrò farci niente.
io non sono qui.
sono Il Seduto.
©
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Commenti (4)
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B
Benedetta Cavazza Miciamalvina10 maggio 2007
mi ha colpito la 'violenza' visiva delle impressioni verbali, il tormento..ma devo rileggerla a lungo e meditarla.voglio capirla bene.
Apache10 maggio 2007
mi imbestialisce l'idea che troppe "ragazzine" così come tu definisci le vittime della strada... " finiscono di soffrire" per mano di "denti gialli" mentre troppe panchine ospitano "seduti inermi"
Leaf10 maggio 2007
grande forza espressiva.Le immagini scorrono davanti agli occhi con la velocità di un'auto lanciata su una strada vuota notturna... come un mostro medievale pronto a ingoiare vittime balzando fuori dal buio, da una nascosta staticità irreale... Immaginifica e crudele.Molto bella.
I
Il Canaro11 maggio 2007
Salta l'uomo con l'accetta salta dentro la tua testa salta e invoca una tempesta

