Smania di tepore

Lacera brandelli
essenziali l'incoerenza
in quell'attesa del grandioso
evento
senza che sfavilli
barlume di clemenza...
Stillicidio d'inverno
in quest'ore scabrose
che si consumano adorne di gelo
scandendo il ritmo
d'un pavido cuore
mentre scoppia l'inferno
che stralcia l'umore.
Smania d'una nuova stagione
con brama di tepore
mentre stendo un velo pietoso
per obliare il rancore.
Ma ancor infingardo
apparirà il destino
che veste l'imbelle
pelle di Caino
nell'infierir senza riguardo
sui sentimenti
e nel frattempo rimiro l'orizzonte
in quell'oceano di sconcerto
e ostento cipiglio
scandagliando quel fronte
in cerca d'uno scoglio
ma mentre a pezzi sfilaccia
l'ultima vela
corre l'alea sul filo
mi prende e scarroccia
e io torno relitto...
eppur non mi arrendo alla deriva
e combatto.
Forse oltre quel fosco
sorgerà altra aurora
e porterà quel nuovo sole
che adempirà alla brama di tepore...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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