Fallimenti
elena rapisa
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In sordina alterca il vento,
indotte fughe sono i voli.
A ridosso di dense nubi sta impaurito il sole
mentre voce irata è coro il mare.
Calato nell'egoismo l'uomo trema
cercando appigli e conforto che si nega,
vittima inconscia di viziosi appetiti
che sono sol parvenza di una vita vera.
Senza meta corre e con affanno
verso qualcosa di cui manco lui ha nozione,
travolto da chimere incoerenti,
affoga in miserie fonde un dito.
Il cuore sigillato in mute d'ombra
affonda nel pantano del suo ego
alla ricerca di mondani svaghi
imposti da chi scaltro lo indirizza
verso mete scarne di sostanza
e con braccia levate al cielo impreca
per la malasorte di cui lui stesso è fonte.
E si rassegna ai fallimenti.
Il mare urla la sua rabbia
e nembi gli si addensano sul capo.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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