Il canto triste dell'usignolo senza voce
Eleuterio Cimini
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Chiudi lo sguardo su questo mondo
Che non ti vuole
Usignolo triste, senza voce
Ti lasci vivere trascinando la tua
Anima infelice
Tra le pareti scarne di questo inferno
Tappezzato ovunque di carità falsate
In finte parole di conforto, lasciate lì
Come pungenti spine di rose rinsecchite
A crocifiggere a sangue i tuoi piedi nudi
E le tue labbra tumefatte, strozzate in gola
Quanto tempo è passato da quel dì
Triste usignolo senza voce
Le mani amiche sono fuggite via
Lontano da questo mondo, immondo
Fatto di sbarre d’acciaio alla finestra
Camici bianchi, anime sporche
E siringhe conficcate a forza nella vita
Il tuo delirio traspare e fulge
In chi ha pietà di questi luoghi di pietra
E lascia volare il suo pensiero verso te
Che aspetti notte ansioso di tornare
A correre libero dietro la coltre chiusa
Dei tuoi occhi spenti, a cantare sogni
E gridare a squarciagola la tua rabbia
Dolce usignolo senza voce...
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L'autore
Eleuterio Cimini
"La Poesia è fedele compagna dell'immortalità e con essa traccia sentieri senza fine illuminando con luce buona l'oscurità e le incertezze delle stagioni..." - Eleuterio Cimini -
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