San paolo
Con che cipiglio fiero,
in groppa al suo destriero,
quell'uom, ch'era di Tarso,
correa verso Damasco.
Quando il Cristo apparve,
la faccia nella polve
si trovò premuta
a cagion della caduta.
Udi allor la voce
di chi era morto 'n Croce
e lui non conosceva,
che conto gli chiedeva
di Stefano, che il sasso
subì fino a quel passo,
del male contro quelli
che eran suoi fratelli.
Di quel martirio primo
fu teste, ancor bambino,
quando fe' da guardiano
e vide da lontano
che quegli assatanati
s'erano denudati
di ogni loro cencio
per far più forte 'l lancio.
La forza della Fede,
adesso che lui crede,
fa sì che la sua traccia,
come scritta su roccia,
sarà eterno segno
per quanto fe' di degno.
Così quell'uomo, "duro"
contro chi dall'oscuro
era uscito fuori,
divenne, da quei tempi,
l'Apostol delle genti.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!