Ieri, oggi, domani
elena rapisa
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Quieta era l'onda,
quasi solida coltre e raggi tenui di luna
vi penetravano come bacio d'amante
a dispiegare luce.
Quieti stavamo,
distesi sulla tepida rena che tratteneva
calore diurno e tremanti stelle
giocavano in palpitar di labbra
mentre si realizzava il sogno.
Le dita a seguire il volto
riconoscendolo al tatto,
bruciavano la pelle e così il cuore.
Le palpebre abbassate,
cortina ad escludere il mondo
mentre pulsava turgida vena
amore.
Ci donavamo la vita in balbettii inconsci
dove il sempre e il mai erano banditi,
che già ci appartenevano.
Quasi lagnanza nell'oggi, la litania
della pioggia intride mani vuote
mentre passi affondano
in una sabbia fattasi nemica,
ma questo perenne inverno nulla può
per tutto l'amore che sempre al cuor riecheggia fermo.
Ieri è l'oggi, in un domani
quando ancora
mi giacerai sereno fra le braccia.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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