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Cronaca 26 gennaio 2014 · lettura 2 min · 1409 letture

Un deportato ricorda

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Lucillo Dolcetto 210 poesie pubblicate
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Giorno del ricordo di tempi oscuri che ancora non scordo: di stragi e di orrori. Sono entrati di sera; stavo a mensa seduto, nel dir la preghiera mi son visto perduto. Stipato nel vagone di un treno "speciale", verso una destinazione per molti fatale, come altri son stato così deportato. Dal mondo fu tolta gente che, adesso è ancora mal vista per un credo diverso e che, in quel tempo, era più combattuto. Per legge inumana anche la razza, se non era ariana, veniva avversata. Quasi fossimo bestie, prive di ogni conforto, con gravi molestie verso un tragico porto fummo, allora, spediti e dal mondo ignorati. Ciminiere fumanti non per opre di vita, fur' presagio per tanti di salvezza svanita, del mancato ritorno agli affetti d'un giorno. Le ceneri, al vento sono state disperse! Credevan, col tempo, il ricordo morisse. Se oggi si pensa di fare memoria di quella "mattanza" voluta da un boia, è perché c'è chi ancora ignora la Storia e "cullano", altri, foschi pensieri: sembrerà strano, di un ritorno a "IERI".
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27 gennaio: "Giornata della memoria".

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Lucillo Dolcetto
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