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Dialettali 26 gennaio 2014 · lettura 1 min · 2826 letture

La casta

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Un ce l'ho mìa col loro! Fanno bene se possano rubbà tanti vaini e a chi n'agguanta ir sacco ni onviene riempìcci ir ceppìone (1) di pucini. Lo volete sapé chi ce li tiene? Sèmo noiartri, pezzi di cretini, che ni serviamo aggratis pranzi e cene più quarche servizietto di..p... ini (2) Sortanto a lègge tutte vélle spese che noi ni si rimborza di pottate è robba da fà piange l'avvortòi. Ciànno tanti vaìni in fondo ar mese? Ci redo; li raccattano a palate perché ner culo ci si piglia noi.
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sonetto classico in vernacolo livornese 1): testa 2): allude agli scandali sessuali

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (1)

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sergio garbellini27 gennaio 2014

Un autore che non disdegna mai di dire quello che pensa e lo fa col suo dialetto "toscanaccio" usando un vernacolo popolare e muovendo accenti di pensiero sulla condotta dei nostri governanti che si comportano in un modo disdicevole da muovere rimproveri doverosi e severi nel popolo. L'autore non si lascia scappare nulla e trova mille particolari per accusare le varie discrepanze governative per reclamare il proprio disappunto e lo fa in modo splendido e con versi davvero unici, complimenti vivissimi.