E si chiusero i cancelli
E si chiusero i cancelli
fu un tonfo seguito da uno scatto
Tu, fratello, tenevi me prigioniero
ti appropriavi del mio essere uomo
E un giorno tutti dissero che si erano riaperti
ma rimanemmo imprigionati in quel campo
con i nostri fratelli morti
prigionieri della nostra mente
E poi ci chiesero di ricordare
i giorni della prigionia
i giorni in cui i cancelli si chiusero
Ed eravamo poco più che bestie
ed eravamo tutto fuorché uomini
Avevamo un dio diverso
avevamo un colore diverso
amavamo come sapevamo
ed eravamo immorali
e meritavamo la prigione
E tu fratello ci guardavi
più schiavo di un prigioniero
e adesso continui ad odiare
mentre ricordi, mentre commemori
e si chiusero i cancelli
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L'autore
Pepita
Sono nata circa quarant'anni fa..in un paesino ai piedi dell'Irpinia. Il terremoto dell'ottanta sembra averne cambiato i costumi. Avevo 8 anni quando c'è stato il terremoto e le cose che ricordo del periodo precedente sono le donne dai fianchi larghi che portavano lunghe vesti e coprivano capelli lunghi e grigi nono
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