La àscata (1)
Luciano Tarabella
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Un è che agguanto l'anima co denti
però l'ho fatta, eccome, la àscata;
sur primo smoccolavo i sagramenti
ma doppo mi son dato una carmàta.
A vòrte guardo in ghigna i mi parenti,
e sento che la osa è chiacchierata,
però nun faccio pianti né lamenti
e dìo che la faccenda è superata.
L'artr'anno t'ebbi un calo di pressione
e allora, suppergiù, una vòrta ar mese,
ir Viagra me lo danno a colazione.
Dice che mi fa bòno per il "fallo",
(che poi sarebbe ir "cazzo" in livornese!)
se propio un mi riuscisse di trovàllo.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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Pepita27 gennaio 2014
L'espressione dialettale risalta la rabbia vera, quella che viene dal profondo, qualche rancore rimasto, è molto bella!
