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Uomini 28 gennaio 2014 · lettura 2 min · 1790 letture

The dream of the train

Giovanni Chianese 702 poesie pubblicate
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Ho perso il treno una mattina Oggi lì alla stazione l’ho visto avviarsi in lontana Ho fatto ancora tardi non ho avuto il tempo Solita frase già detta e ridetta Era bello con quei caldi colori Aveva un suono dolce come il canto di un merlo Luminoso l’ho visto sfrecciare tra le nuvole e il sole che bello vederlo tracciare quella scia che di profumo aleggiava il cielo e l’immensa pianura Colori d’arlecchino intenso era la gente appoggiata ai quei finestrini orlati d’aureole Infiorescenze di pianure sconosciute come quel lemma che non conoscevo Ero sicuro che si trattasse di una dolce sinfonia quella strana lingua che da moltitudine brulicava Eco tra valli di un mondo che non esiste e che forte risuonava nel mentre si allontanava E ancora senti ora quel fischio d’instancabile richiamo d’amore che gente deportava in Paradiso In realtà l’unico treno davanti a lui è fatto di vagoni che tutti hanno visto Anime fantasma sui binari della morte alla porta di quel secolo dannato a solcare la soglia dell’inferno Mai dimenticare quello che più ripetere non si debba
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L'autore
Giovanni Chianese

Già da piccolo mostra una tendenza ad amare gli spazi liberi e il verde, dove spesso si rifugia in contemplazione. Crescendo, cresce anche la sua sensibilità verso l’ambiente paesaggistico, che è sempre più afflitto dalle nefandezze umane e verso le grandezze universali, tanto da sentirsi portato a dialogare con la na

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Commenti (2)

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Sara Acireale28 gennaio 2014

MAI DIMENTICARE Poeta... ma non solo si dimentica, addirittura ci sono quelli che fanno i revisionisti, i negazionisti dell'olocausto. È un comportamento assurdo e malvagio di gente senza scrupoli che vuole cambiare le carte in tavola, che vuole fare sparire tutto, anche gli ultimi sopravissuti se possono... Penso che un solo giorno della memoria non basta, non può bastare. Bisogna che a scuola si faccia studiare molto bene questo pezzo di storia e, in ogni scuola, in ogni luogo pubblico invitare gli ultimi sopravissuti per testimoniare l'orrore che hanno vissuto sulla loro pelle.

Duilio Martino28 gennaio 2014

Un Tema scritto davvero in modo originale e dico anche estremamente sapiente. Il poeta descrive minuziosamente quello che occhi distratti (banali) hanno voluto vedere... mentre il treno correva in realtà verso la morte. Questo leggo e la trova stupenda.