Fata
antica pergamena
defunto parla
in bocca trovata
del tempo, lavagna
luminosa o nera
gentilezza chiede
di un piede bambino
suscettibile d’esiti
e segni infiniti
o quella stella!
al buio ancora
al deserto mi lega
ad acqua persa
in caverne profonde
inattingibile pura,
ancora continuum
spezza e un orlo
ritaglia di cielo
nell’invarianza di luogo
discontinuità sono o
a che riferirmi se a galla
lettere risalgono
di vita annegata
nella saga dei ritorni?
“scaglio con la mano
baci alla stella”
©
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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