Torvo rimbrotta

Orde di nuvole a schiera
lasciano il mare
e avanzano colmando il fronte
di presagi oscuri...
cela l'orizzonte e incombe
gravido e minaccioso grembo
estende a dritta e manca.
Ulula lo scontento il vento ombroso
e monta il moto
che investe lambendo le coste
in un bailamme di spruzzi salmastri
e schiuma
poi scevro di preavviso
avvampa e saetta
e rovescia a bomba
il letale fiume d'acqua...
Si fa' strada nei cuori il terrore
ma sordo a ogni preghiera
dilaga, padrone
colma i bacini
esonda da ogni labile barriera.
Torvo rimbrotta quel ciel accusatore
sommma di colpe e incuria
non v'è limite all'umano squallore
e ancor torna padrona la natura
in quel dolore
saldando il conto con fiume
di lacrime amare...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Francesco Rossi8 febbraio 2014
La poetessa coglie in un lampo di genialità le concause dell'opera dell'uomo che modifica il corso naturale delle cose, in questo caso la cementificazione selvaggia ha fatto sì che il bene primario dell'uomo l'acqua diventi causa di disastri.

