Depressione e debiti
Luciano Tarabella
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La orda intorno ar collo un ce la metto:
chi avanza aspetterà, budello ane!
Un dèvo lascià solo ir mì bimbetto,
sortanto la famiglia mi rimane.
Appena fui fallito, dé, l'ammetto
n'ebbi la tentazione e colle mane
misi una fune ar gancio sopra il letto.
Ma quando viddi noi, che s'era a pane (1)
in quella foto lì sur comodino,
piansi a dirotto e subito giurai
d'un dànni tanta retta ar dio quattrino.
Allora mi vestii di hicco e a modo,
scesi giù ar bàrre da Parabbiabài (2)
e presi sette ponci, tutti a chiodo!
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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sergio garbellini12 febbraio 2014
Un momento drammatico della vita causato dalla crisi finanziaria e familiare, ma l'autore, come ben descrive, ha mantenuto la fede dei sentimenti familiari ed è riuscito a superare una fase difficile della sua vita. Una lirica dialettale ricca di suspence e di sincera verità, molto bella, apprezzata.
