Orgoglio (del vernacolo...)
Idalgo Visconti
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Eh s'iacchera (1)
se devan'insegnà l'arte a scuola
ma ormai, è chiaro
che 'un parlan più nemmen di storia
Di 've nomi prestigiosi
e dell'esempi
di gente impavida, determinata
e resistente
che con l'esempio volevan'insegnacci
a un'avë paura di niente
ed esse (2) sempre presente
Ma pare che l'italico orgoglio
(se mai è esistito...)
si sia sparuto, anzi diluito
Siam prigionieri der pallone
sappiamo solo andà in biciretta (3)
a fare giogghin, creassi l'illusione
Ma 'ndovè finito quell'orgoglio
quell'esser smargiasso, un po' labrone (3)
ormai c' hanno messo la testa a pecorone
nascosta in terra come struzzi
...così che, i soliti illegittimi al comando
che passan e vedand que 'uli (5) all'aria
...sorridendo, si diran: aspetta che lo prendo
però speriamo che 'un puzzi...
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L'autore
Idalgo Visconti
“L’universo é mutamento: la nostra vita é come la creano i nostri pensieri.” “Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.”
Commenti (2)
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Marco Morandi12 febbraio 2014
pienamente d'accordo sulla critica che hai fatto. Preoccupato, però per dove andremo a finire... Il dialetto in poesia, a mio avviso, è sempre di alto pregio, ma non facile da usare perché oramai fuori "standard". La poesia l'ho molto apprezzata, ma non le spiegazioni. Chi la capisce la capisce, chi no, no. Una poesia non deve mai essere spiegata. Un plauso;
carla composto12 febbraio 2014
bellissimalirica ancor più apprezzata in dialetto... versi che rcitano il vero il poeta


