Di quel cielo cupo
Hariseldom
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Dinanzi al mare
Dio si fermò a pregare
pregava l'acqua
e l'acqua si fece scura.
Di quel cielo cupo
io vidi le alte mura
a picco su quel mare
dove Dio si fermò a pregare.
Dodici gabbiani
si schiantarono al suolo
morti per aver creduto
morti per una fede tersa.
Raccolsi una conchiglia
per darla a quel Dio
scoprendo che era donna
donna senza ali ma bionda.
L'universo era la piuma
di un gabbiano
e il mare la culla
della nostra vita.
La notte era l'universo intero
e diavoli lascivi
guidavano un galeone
su quel mare senza pesci.
Alla fine io le chiesi un nome
e lei mi respirò l'amore,
soffice divenne il suono d'un violino
quando i diavoli stessi fecero un inchino.
Poi
tre lune nel cielo
tracciarono la rotta
verso il luogo della vita e della morte.
Sulle alte mura
la bandiera rossa e nera
d'un anarchico mistero
diretto al nuovo mondo.
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