Il rapimento

E tanto pe continuà sta stornellata,
Pe raccontà alla fine, st’avventura,
Da oggi n’idea n’mente m’è frullata,
Me farà fà, lo so, brutta figura.
Insomma ho immagginato de rapitte
Portatte in tutti i posti, belli ar monno,
Ar Partenone, co le colonne dritte,
La bella Capri, cor mare come sfonno.
Alle cascate der Niagara, rinnomate,
Pe fa scambià all’amanti, dorci baci,
L’acqua che scenne, procura nebbie e ondate,
Angela amore mio, quanto me piaci!
Passamo avanti, semo alle piramidi,
Immane segno, dell’intelletto umano,
Ce fanno apparì, abbastanza stupidi,
Al lor cospetto, me sento quasi un nano.
Poi abbracciati, volamo sulla luna,
E li tra du comete e na stellina,
Angela mia, ammazza che sei bona,
Te guardo e me viene l’acquolina.
E in mezzo a sto spettacolo nfinito,
Co a Terra che la n’fondo fa scenario,
Tento l’urtimo attacco della vita,
E come un treno, me fionno sur binario.
T’abbraccio forte e cerco le tue labbra,
Cosparse de nutella e de limone,
Porcaccia boia, me fai venì na rabbia,
Che resti dritta lì, come n‘passone.
Insomma non se schioda sta faccenda,
Te posso fa vedè Marte e Plutone,
Non me concedi cena ne merenda,
E sto a fa la figura der fregnone.
Me devo rassegnà, che t’ho da dì,
Credevo ancora, d’avè fatto centro,
L’indifferenza tua me fa morì,
Domani ma rinchiudo in un convento.
©
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L'autore
Mauro
Ormai sessantenne, ho scoperto il piacere della poesia come pubblica espressione dei miei pensieri. Scrivo preferibilmente in rima perchè gli ancestrali ricordi scolastici, mi fanno percepire la poesia come qualcosa di ritmico e musicale. Non riuscirei a fare altrimenti. Accanito lettore di Fantascienza, musicista
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