Nell'inedia

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Nel "fastidio d'esser vivi" conservare l'ironia... povero piccione!
Dopo averla aperta dal sito l'ho letta diverse volte di seguito per seguire un'intuizione, in effetti si deve leggere varie volte perché ha un andamento nel suono, devono essere le assonanze, non ce ne è uno fuori posto, c'è anche la -s-... il tubare una volta nella mia ignoranza (u- uh) pensavo fossero le upupe da piccola (a... casa mia... come mi veniva in mente) poi ho scoperto più prosaicamente che erano piccioni, certo per un'ora deve essere molesto
infatti appena lo dici ne arriva subito uno che dà spessore anche a tutto il resto... bella...
" è un leggero fastidio esser vivo" un fastidio ovattato, assopito, sedato dai mille freni inibitori che ci siamo costretti a porre alle nostre naturali emozioni... è un fastidio in realtà tutt'altro che leggero dover vivere nonostante, dover vivere comunque. Di grade effetto questa chiusa, stridente con l'esatto opposto che la poesia dimostra: la quotidiana straniante fatica di sopportare il peso di vivere.
