L'inutile aggrapparmi a pareti oblique
Anelli Marco
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Non per niente si dispera al punto che non vede.
La fine bellezza lo inganna bastarda,
lo consola amorosa,
lo illude ingannevole abbattitrice di sogni.
Surreale... Sei oblio?
Incubo terribile o uno spregievole dio?
Dammi un segno, sei sveglio?
Sei giá morto?
E com'è, meglio?
Delirante ha domandato,
inquieto irrequieto e inquietante,
ci ha lasciato impotente,
crocifisso da innocente cuore spezzato,
distrutto,
inchiodato sgorgando fiumi di rosso dolore.
©
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L'autore
Anelli Marco
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa23 febbraio 2014
visionaria al punto di immaginare dolore reale e renderlo partecipe del proprio abisso. B e l l a poesia

