Piangerò parole nuove
Col sordo suono di lettere che cadono sul guscio calloso di questo cuore svuotato creerò le parole quando non
Col sordo suono di lettere che cadono sul guscio calloso di questo cuore svuotato creerò le parole quando non
Tra un respiro e un riflesso sul tuo petto che si espande sei la culla del silenzio che libra in aria col tuo
E sia, e sia... e sia fatale il mio pensare fatato incantarmi di un albero il frutto che nasce dal seme nutrito
gioiosa compagna della mia infanzia rimpiango i momenti in cui avrei potuto quando eri sempre dolce e affettuosa chieden…
ho visto la fine ed era uguale all'inizio ho visto e ho sentito che mi andava bene hai visto mio amico, mio tipo
Sgargiante bagliore calda, divina giornata mistica brezza dalla carezza ruvida, fai attrito sul scorgere la tetra
Cullato e appagato dal tempo che scorre dal filar della vita dal vibrar di sei corde che stan sorridendo intonando
Mi sento realizzato quando la vedo sul mio letto dormire, strusciare, con il sorriso sul volto, che mi ispira musica
Spaesati pazzi nel momento di meditazione provan futili paure, voglia di ragione. Cadendo spesso in fossi e in brutti
Non per niente si dispera al punto che non vede. La fine bellezza lo inganna bastarda, lo consola amorosa, lo illude
Maledetti occhi... Repentini evocatori di emicranie, provocatori di pieghette ai più intriganti vertici delle
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