Inverno
elena rapisa
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Aride zolle bruciate dal vento,
ferite aperte nella sgretolata terra
attendono il sole,
il seme
e in apparente morte annerano.
Fermo immagine.
Ruba la scena l'immobilità,
consolida nubi che incartano il cuore.
Impassibile la natura
mentre gira a vuoto il tempo,
diserta
incalzata da lanoso grigio.
Un denso solido strato compatto
fosco d'aspetto esilia la luce
e già rimbalza sul viscido asfalto
furente la pioggia
intorbidendo i pensieri,
rendendoli fragili emissioni di vuoto.
S'allontana esule l'anima,
rifiuta ogni suono
vagheggiando l'azzurro.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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