Partita a carte

Cambia le carte in tavola,
non farlo per me,
cimentati in questo gioco
per dimostrare ancora una volta
quanto tu sia abile.
E non importa se starai barando,
quel che conta è che a te stesso
tu riesca a perdonare tutto.
Siamo di nuovo qui,
io e te,
come due vecchi rivali ubriaconi.
E’ il mio turno,
ma tu cos’hai in mano?
Si è formata,
sopra di noi,
una nuvola di fumo.
Intanto ti incito a mostrare
la tua onnipotenza.
E tu mi osservi con un’aria compiaciuta
quando scelgo di prendere la prossima carta.
Non è tempo di fiori,
qui piovono solo picche
e i cuori sono stati strappati.
Ma questa volta non passo:
è rimasto un jolly nel mazzo
e adesso tocca a me pescare.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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Filippo Ferrari22 febbraio 2014
Un jolly contro Dio? a che scopo? giocalo per dio, contro chi non crede ancora in lui

