Nella mia solitudine, le pareti
Nella mia solitudine
accendo i pensieri
e deglutisco
la mano mi incoraggia
con la sua sigaretta tra le dita,
solidità evanescente del fumo
le pareti sempre uguali
i quadri sempre al solito posto
inchiodati come un Cristo
chissà se si piacciono come sono accostati
la barca sulla sabbia gialla
chissà se è felice di stare accanto
a un rabbino barbuto e occhialuto
che scrive
Forse preferiva stare vicino ai cavalli impazziti
oppure accanto a quei tre equilibristi
E quel leone mansueto inciso su argento
cosa c’entra con Abraham Lincoln?
E quella fanciulla sognante
sotto un quadro che raffigura
una strada che sembri porti al cimitero?
E poi il gallo, le tre grazie,
L’inferno il purgatorio e il paradiso
...e i due amanti
e un gatto nero
e le leggiadre farfalle
Mi confondono i quadri.
Vorrei vedere le pareti nude,
nude come la mia anima
e le piccole sculture
immobili da anni
si contraddicono vicino
al ritmato orologio a pendolo
E le foto incorniciate
in tutta la sala?
Quanta storia in chi eravamo!
e in chi erano.
Immobilità paralizzante
...compagna statica della mia solitudine
©
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