Tra i solchi intatti di un vinile

Ho chiesto di insegnarmi a restare
tra i solchi intatti di un vinile
e il tempo che scorre.
Momenti della mia vita
che della sua
non hanno avuto nulla
o quasi nulla.
Priva di parole sicure
o dello scambio di un sorriso complice.
L’irrimediabile
che ricorda il fruscio autentico
di una canzone del sessantuno.
Io sono nata con il suono
del suo secondo decennio.
E ho quel nome nel mio sangue.
Se qualcuno avesse chiamato,
credevo che ci saremmo voltati insieme.
Ma adesso mi scava l’anima
l’acuminata certezza
che non sarà mai vicino.
E per sempre suonerà l’unica traccia possibile:
il mio non poter conoscere,
del suo sguardo,
più di quel che ho saputo sino ad oggi.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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