Lucidità fatale
Anelli Marco
11 poesie pubblicate
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Spaesati pazzi nel momento di meditazione
provan futili paure, voglia di ragione.
Cadendo spesso in fossi e in brutti indugi
si ritrovano nei centri, perdendo i sentimenti.
In attesa e in intenzione di tovar liberazione,
passeggian lenti, intenti, a curar la disfunzione.
Dietro le sbarre la speranza di una falsa tolleranza:
"Ho ucciso un uomo, che vuoi che sia? non è mica colpa mia."
Chiamato raptus quel malore che si svolge in intenzione,
da la fervida illusione che in futuro avrai il sapore
del tranquillo svolgimento di una vita a passo lento
senza più provar dolore ma felicità in amore.
Proficua mia intuizione che dai sfogo alle parole,
hai colto il senso del momento? il cuor di un uomo è stato spento!
Passi sopra i fondamenti che recintano le menti
senza fare l'interesse dei dolori e dei sgomenti.
Dato questo dissapore godo un po' in questo momento.
Trovo giusto immaginare e ciò che è giusto lo rammento.
E dato il mio ragionamento sarà difficile ascoltare
la sentenza in tribunale: "questa è infermità mentale".
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L'autore
Anelli Marco
Commenti (1)
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Rossi Alessio26 febbraio 2014
Voglio dare un mio personalissimo e discutibile parere a questa poesia. Leggendola, con le sue rime (interne ed esterne) e assonanze, sembra strizzare l'occhio, più che a una poesia classica, ad un vero e proprio pezzo rap, una canzone! A me almeno, che baso tutta la mia poetica sulla musicalità, ha dato questa impressione. Vuole essere un complimento in ogni caso, non una critica

