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Sociale 26 febbraio 2014 · lettura 2 min · 976 letture

Lucidità fatale

Anelli Marco 11 poesie pubblicate
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Spaesati pazzi nel momento di meditazione provan futili paure, voglia di ragione. Cadendo spesso in fossi e in brutti indugi si ritrovano nei centri, perdendo i sentimenti. In attesa e in intenzione di tovar liberazione, passeggian lenti, intenti, a curar la disfunzione. Dietro le sbarre la speranza di una falsa tolleranza: "Ho ucciso un uomo, che vuoi che sia? non è mica colpa mia." Chiamato raptus quel malore che si svolge in intenzione, da la fervida illusione che in futuro avrai il sapore del tranquillo svolgimento di una vita a passo lento senza più provar dolore ma felicità in amore. Proficua mia intuizione che dai sfogo alle parole, hai colto il senso del momento? il cuor di un uomo è stato spento! Passi sopra i fondamenti che recintano le menti senza fare l'interesse dei dolori e dei sgomenti. Dato questo dissapore godo un po' in questo momento. Trovo giusto immaginare e ciò che è giusto lo rammento. E dato il mio ragionamento sarà difficile ascoltare la sentenza in tribunale: "questa è infermità mentale".
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Commenti (1)

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Rossi Alessio26 febbraio 2014

Voglio dare un mio personalissimo e discutibile parere a questa poesia. Leggendola, con le sue rime (interne ed esterne) e assonanze, sembra strizzare l'occhio, più che a una poesia classica, ad un vero e proprio pezzo rap, una canzone! A me almeno, che baso tutta la mia poetica sulla musicalità, ha dato questa impressione. Vuole essere un complimento in ogni caso, non una critica