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Introspezione 1 marzo 2014 · lettura 1 min · 1876 letture

1 marzo 1938

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Di quel che è stato di quel che ha vissuto ora si spegne ogni memento Lui giace come giacciono i vinti gli eroi e i restanti amanti. Non sarò io a giudicare quel che della tua vita è stato ma in ombra resto mentre arditi vegliano la salma e io albeggio come un poeta in questa ombra del tuo mausoleo silente. Ora di te diranno ogni cosa e il suo contrario io verso solo un obolo per quegli amori che hai raccontato chi tanto dice d'amare, mai ama davvero e di tutte le tue donne nessuna è qui in questo tuo cimitero. Tiranno è il tempo tiranni gli anni tuoni di guerra e veleni nel cibo le svastiche oltraggiano il tuo riposo Vate io ossequiente lascio questi pochi versi a te in dono.
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Commenti (1)

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Duilio Martino1 marzo 2014

Un degno omaggio ad uno dei padri del l'a lingua italiana, ed in uno stile che sicuramente il Vate, di cui mi vanto d'esserne corregionale, avrebbe certamente apprezzato (l'uso ponderato di anafore e raddoppiamenti mi ricorda vagamente, per stile, "la pioggia nel pineto"...) e ponderate sono pure le allitterazioni che arricchiscono il testo senza renderlo mieloso..., Insomma un gran bel testo. Quel che si dice POESIA... Chiedo scusa se mi sono dilungato sull'aspetto analitico del testo... ma lo faccio solo perchè, in quanto a profondità di pensiero, l'autorevole Poeta credo non abbia bisogno di sottolineature. Complimenti davvero!