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Morte 5 marzo 2014 · lettura 1 min · 4328 letture

Non avevo previsto

L
Lorenzo Cecchi 40 poesie pubblicate
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Non avevo previsto che si potesse gelare l'estate. Leggendo, tra pagina e pagina ho visto una vita di donna che volge in pianto al riecheggiar muto del riso lontano del figlio. Non vale più nulla la mia mano che sfiora di nere parole il canto: or potrà solo raccogliere l'umido pasto di queste roventi giornate che stilla improvviso dal volto vermiglio. Tu chiamala vita, costei che addita il bel mondo che vale un fratello al cader fragile di foglia estiva, adesso che addosso mi scaglia il fardello un ingenuo sorriso ucciso da Sorte. Tu chiamala vita, s'essa è viva: io preferisco chiamarla morte.
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Come reagire alla mancanza improvvisa di un fratello, senza che tu ti renda conto di nulla, nemmeno di quanto dolorosa sarà la sua assenza?

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L'autore
Lorenzo Cecchi
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Commenti (3)

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Enrico Baiocchi5 marzo 2014

Nell'incipit, vorrei dire splendido anche se tragico, si coglie terribile la drammaticità di questi versi. La meraviglia e lo stupore per l'assurdo che si para davanti agli occhi, le lacrime di una madre chiusa nel suo silenzio dove l'eco di un sorriso non riesce a scaldare neanche nella calura estiva. E forse non è vita quella di chi all'improvviso si ritrova addosso responsabilità precoci, a dover riempire quei vuoti solo per un malefico disegno del destino che quel sorriso ha voluto spegnere, ed a nulla sembra servire quella mano se non ad asciugar quel pianto. Una lirica molto ben strutturata che ho apprezzato moltissimo.

Sembra di camminare per un sentiero solitario e doloroso senza una mappa per orientarsi su cosa fare. Ciascuno reagisce in modo diverso perché non ci sono regole, confini, convenzioni che valgano. Ci si sente dei sopravvissuti. Arriva tutto quel terribile momento... così ben trasmesso poeticamente. Ci si sente traditi, derubati, svuotati, come senza pelle e vulnerabili... con la sensazione di essere precipitati in una voragine, nel buio assoluto di un pozzo, dove il contatto con la realtà esterna e interna annienta la capacità di pensiero, divisi tra un “prima” che sembra illusione ed un “dopo” che la mente non riesce ad integrare "Non avevo previsto che si potesse gelare l'estate" un incipt di grande valore. Molto apprezzata nei passaggi.

Cinzia Castellana6 marzo 2014

Sei riuscito a trasmettere tutte le sensazioni provate nella tragicità del momento... la tristezza, la rabbia, l'impotenza... i tuoi versi scorrevoli hanno fatto breccia nella mente e lasciano spazio alla riflessione. Complimenti!!