Senza il verbo sapor fragole
Giorgio Lavino
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Guardami ora
senza il sospetto
di un mio grave difetto
E concedimi il sorriso
dei giorni ricamati con l’oro
dei nostri incanti
Il giallo della ruggine
dei passi andati della carne
ripiena di salsa piccante
è gigante della montagna
quando non usiamo
il verbo sapor fragole
Spegniamo ora
la fiamma sotto
la pentola degli acciacchi
dei nostri cuori
E sediamoci a tavola
Per divorare affamati
Il pane ancora fresco del nostro amore
©
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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