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Famiglia 18 maggio 2007 · lettura 1 min · 891 letture

Al nonno

G
Giusi 16 poesie pubblicate
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Nere pietre, lavorate con sangue e martellate, imperlano il cammino delle vie sterrate. Possenti mosaici per l'ampia agora rendono l'arte sì delicata che della roccia non hanno più apparenza. Chiodo e subbia l'han trasformata ma sudore e forza l'hanno plasmata. Curva è la schiena: ascoltano le pietre il batti e il ribatti del ritmo alterno. Raccontano i massi la vita di un uomo, quella di mio nonno, Peppino mastro scalpellino.
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Commenti (3)

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Giovanni Monopoli18 maggio 2007

un'arte che rispecchia la maestosità del saper incidere opere che si tramandano... bella dedica

O
Oliviero Angelo Fuina18 maggio 2007

Ammirato orgoglio e nostalgico rimpianto che riversi tramite pietre plasmate a narrare una vita, in questa incisiva e dolcissima Poesia che nella tua dedica trova giusta esaltazione. Sorrido e plaudo.

Salvatore Ambrosino18 maggio 2007

Molto bella la poesia e applauso per il vecchio mastro Peppino che dalle sue mani faceva scorreva l'arte di lavorare la pietra.