Signora Morte
Maria Pastorelli
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Barbagli d'una vecchia giovane aurora.
Folgori di capelli incendiati,
capelli di fiamma,
come scaglie d'oro rosso,
che si staccano e cadono
da un fondo di penombra rappresa...
Microscopica razione di morte,
come cura alla mia tosse cronica.
Forse non è nemmeno bella,
ma quando arriva
con quella gran massa enorme
di capelli rosso fuoco in testa
che potrà mai volere?
Che io vada con lei,
attraente signora dallo sguardo magnetico.
Mi prende e se ne va.
Certo questa donna oscura
non è torpedine né volpe,
piuttosto una noiosa zanzara o una piccola pulce,
che ha una gran massa di capelli rossi,
una nube incendiata sulla testa.
Signora Morte mi porta con sé.
Ed è giusto il tempo
d'un esile fiore profumato
che si aggrappa coraggioso
sulle pendici aride d'un vulcano.
Chi resta annusa questa
"rosa segreta che sa sbocciare sugli abissi".
©
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L'autore
Maria Pastorelli
Amo pensare e scrivere. e tutte le passioni del mondo sono in agguato... Amo la giustizia e la libertà e adoro le persone che realizzano questi ideali con ogni mezzo possibile e anche con il cuore senza volere nulla in cambio.
Commenti (1)
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Francesco Rossi10 marzo 2014
Una poesia che attraversa il confine tra la vita e la morte in un tracciato poetico non facile ma pienamente coinvolgente alla sensibilità e percezione del lettore della poesia.

