La bambina di vetro
Hariseldom
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Lei sognava di essere di vetro,
di vetro la sua pelle,
di vetro il suo piccolo seno,
di vetro quel che aveva tra le gambe.
Un vetro duro,
un vetro trasparente.
E la notte quando
arrivava il grande orco
lei voleva che la sua pelle fosse dura,
dura e infrangibile come il vetro
dura come vetro senza pelle.
I suoi occhi erano grandi
grandi per vedere il mondo,
quel mondo così freddo
così profondo
come un pozzo scuro e senza fine.
E sognava di camminare
senza che nessuno la vedesse,
di potersi vestire
come voleva,
sognava d'innamorarsi
e di apparire solo a chi amava,
ma l'amore era lontano dentro i sogni
nella sua vita solo orchi con la bava.
E la notte
le sue lacrime trasparenti
le guardava nel vecchio specchio
con la luce di una candela,
nel vecchio specchio
accanto a una ragnatela.
Ma lei non era trasparente
lei era una donna
e in quel mondo valeva meno di niente,
in quel mondo di orchi toccatori
il quel mondo senza fiori,
la bambina tremava di paura
e ogni notte era buia e scura.
Così un giorno volò nel fiume
così trasparente,
come vetro
come cristallo di palude
e nel fiume divenne una pallina
di vetro bianco
di vetro senza paura.
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Hariseldom
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