Tormento Infinito
estro non diede beltà
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Sarò capace d'amarti?
Sussurrarti le nostre parole,
profumate:
di serate piovose,
di mare, di vento,
di rintocchi di festa,
di estate,
e come sabbia,
capaci di attaccarsi alla tua pelle?
Saprò farti sorridere,
nei momenti duri della vita?
Sarò il tuo amante,
nei barbagli del primo mattino?
Sarò, nel buio della notte,
il tuo cuscino,
il tuo maglioncino,
il tuo bambino,
l'amico che ti sta sempre vicino?
Oppure, no.
Meglio stare lontani,
uniti nelle nostre fantasie,
nei nostri dolorosi solitari silenzi,
nei nostri bramosi occhi,
che con lunghi virtuali pennelli
dipingono le nostre anime
coi scintillanti colori della nostra terra.
Addio, amore mio.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
Commenti (1)
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Duilio Martino10 marzo 2014
La paura d'amare... che sfocia in tormento... Succede molto spesso che l'anima si nutra di fantasia, di virtuale... l'infinita attesa della quiete in una perenne tempesta!

