Odio/amore
Luciano Tarabella
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Ma levati di ùlo! Boia, trana!(1)
Un mi ci dèvi venì ner ceppìone! (2)
E tutti a dìmmi:- bada, vélla è strana!-
Invece eri sortanto un budellone!
Quant’ho patito, cara, e che arrampone (3)
m’hai dato drento l’anima. Puttana!
Quando ti viddi in treno, alla stazione,
ci pianzi vélla e un’artra settimana!
Son passati trent’anni, son passati
ma la ferita, forse, brucia ancora
perché l’occhioni tua nun l’ho scordati.
T’avessi vì nun so cosa farei,
(te guarda vando uno s’innamora!)
ma, di siùro, ti perdonerei.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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sergio garbellini13 marzo 2014
Una dimostrazione di amore ancor viva nel tempo, quando il cuore cede al sentimento puro, si diventa schiavi dei suoi giochi. Un'innamoramento sincero si porta dentro per tutta la vita. In questa lirica è vivo il pensiero di quella donna che ha stregato il cuore dell'autore. Versi che attirano il lettore per la sua immensa spontaneità, molto bella, piaciuta e apprezzata.
