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Riflessioni 13 marzo 2014 · lettura 1 min · 876 letture

L'abbandono del poeta

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livia bortolini 5 poesie pubblicate
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Inspiro cielo Espiro sangue Sorvolo con ali di piombo Una scia di fogli bianchi Me lo diceva Baudelaire Che per farmi maledire Dovevo studiare E dare conferenze Agli operai della perdizione Me lo diceva Baudelaire Che “I fiori del male” Sono regali d’amore E che con l’imperativo Si dominano gli spettri vaganti Me lo diceva Baudelaire Che la solitudine non è poi così importante E che per soffrire non basta Essere derisi dai sogni Ma perdere l’anima Inspiro cielo Espiro sangue Sorvolo con ali di cera Infiniti occhi ammirati Me lo diceva Baudelaire... E fin quando lui c’era Tutto scorreva
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L'autore
livia bortolini

Sono nata a Roma e vivo a Campagnano insieme alla mia famiglia di tre cagnolini e due micie, sono una fisioterapista al momento disoccupata. All'età di 12 anni in classe invece di chiacchierare con la compagna di banco mentre la professoressa spiegava scrivevo versi...mi piaceva molto anche inventare storie e scriver

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Commenti (2)

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sergio garbellini13 marzo 2014

Una poesia molto particolare, laddove si respira un senso di ricerca dell'anima verso un qualcosa che possa far ritrovare la serenità e un motivo per cui vivere. Versi che si ricollegano spesso alle teorie di Baudelaire e dei suoi mille aspetti sociali della vita. Una stesura, che seppure velata di malinconia, riesce a mostrare la verve dell'autrice molto decisa nel voler esporre le sue riflessioni al lettore. Molto forte e di impatto emotivo, letta con piacere.

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andrea ristori13 marzo 2014

Suggestione di una parabola poetica, chiave letteraria di nostalgico respiro per la condizone da dolce sgomento del poeta, amato dagli Dei, ma abbandonato dalla maggior parte degli uomini sui quali imperversa la sua anima aliante ed ammonitrice che suscita paura.