La ricamatrice d'oriente
Matilde Marcuzzo
130 poesie pubblicate
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Venne la stagione dei monsoni.
Lento e frenetico si immergeva il caos
nella terra dalle mille contraddizioni.
La ricca virtù dei possidenti
trasudava da cortili, caravanserragli,
moschee e stagni.
I palazzi allineati pareano titani signori
con il loro abito migliore
e i decori sulle facciate, erano merletti e pizzi
sul petto dei balconi.
Oltre l'arco principale di Jaisalmer,
tra le fresche mura lillà pallido,
ella giaceva china sul ricamo
e in capo aveva una calendula
a mò di saluto.
Il suo spirito cortese, segnava le fronti
di petali e fiori.
Un magico benvenuto echeggiava
nella parte vecchia di Dehli,
tra il forte rosso e le dune di Sam.
Era il suo cuore vermiglio che moriva
di nostalgia per il suo povero
guerriero mogul, ormai svanito.
Un sentimento mai sopito,
sul ricamo ella tesseva;
l'imago di un pasto frugale
attorno al fuoco,
con danze e balletti tradizionali,
mentre il dì si versava nei calici
e un bacio beveva,
colorando di miele le mura di cinta al tramonto.
Questo fu l'amor del pellegrino e della ricamatrice,
un tuffo nella storia di un popolo e di un cuore
che insegnò a ricamare l'amore.
©
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L'autore
Matilde Marcuzzo
Matilde Marcuzzo nasce nel 1977 a Lamezia terme, in provincia di Catanzaro. Si laurea a Salerno in Lingue e letterature straniere. La scrittura, la cultura di altri popoli e i viaggi, sono sue passioni privilegiate. Ama la lettura e la poesia, predilige scrittori come Garcia Marquez, Neruda, Baudelaire, J. Rhys, Baric
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