E ancor mi spengo

E ancor mi spengo...
labile meteora
in quel cielo che vago
ora mi appare.
Eppur so già che lo svanir
è lungi da quel cuore... e ancor divago...
Carezzami,
centellinando i sorsi di memoria
e delle viole aspira quel sentore...
straziami con quel silenzio
dal rimbombo che par tuono
e intanto che m’inebrio del tintinnante suono
di note amene tra i pensieri...
e ancor cocente sfora
come strale la tua canzone
che artiglia e attizza
il focolaio del dolore.
E il dilagar sornione
d’un ricordo pone languore
mentre in fondo
intensa e amara
radica la certezza,
imbocco solingo sentiero
del non ritorno con tristezza...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Paola Vigilante17 marzo 2014
Versi molto malinconici e tristi in cui si descrive probabilmente il proprio stato d'animo dopo la fine di un amore che ha lasciato dietro sé tanto dolore ancora da elaborare. Poesia con dei toni anche molto romantici, particolarmente apprezzata per il contenuto e per la forza espressiva molto coinvolgente.

