Tra Ombra E Vento
Daniela Pacelli
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Come il passaggio di un battello
lascia alle spalle la scia
lastre di bianca schiuma evanescenti
così il terremoto nell’anima affievolendo
lascia le crepe
lì dove il sole d’estate
ricostruirà germogli ancora nuovi
e lì dove la parola ha tuonato
come massi nudi sull’asfalto
arresta il passo il tempo
lasciando solo silenzio e dolore
non vi sono altri suoni da udire
né fraseggi da raccontare
là dove nel buio eri un’ombra smarrita
ti ho fatto dono della mia luna
e accendendo un lume nella notte
non eri più solo
Ero tempesta
ma ero anche il porto dove trovare pace
ero fuoco e corrente
ma ero anche una piuma
che atterrava morbida sulla terra
e gli errori
sono il frutto di una centrifuga
forgiata insieme
Amara è a volte l’esistenza
come le stagioni gli eventi scorrono
lasciando addosso
tra i vestiti infeltriti dell’ultimo giorno
solo vergogna e polvere
come un fiume che straripa
all’alba del temporale
e dilaga fino al letto del mare
così ciò che gli occhi piangono
è inondato sul tuo volto
resta la delusione
e la sconfitta di un epilogo a matita
cancellato con la gomma delle rime
e quel vuoto che alberga al cinguettare degli uccelli
sarà solo il deserto dove costruire un viale alberato
che in primavera donerà refrigerio
tra l’ombra e il vento della città
e non strapperò il tuo ricordo
come una foto uscita male
perché vorrò trattenere con me
i colori e le emozioni più belle
che ogni ramo del mio albero ha saputo gemmare
©
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Daniela Pacelli
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