Farfallina leggiadra

E quanto mi alletti
farfallina
con quell'aleggiar aggraziato
che tanto si sposa all'inconsistenti
ali tue lì per lì inventate...
ti posi quel tanto
da lasciar soave impronta
della tua acerba essenza
e poi ancora voli
su tutto il resto attenta...
e non a caso gongola
di quel gaio riso
questa silenziosa casa
stralunata sì da strilli
ma di quanta della tua innocenza
si bea
l'altra matura coscienza.
Colgo ancor di te quel far curioso
quei guizzi d'argento vivo con quei trilli
e quella voglia
d'aleggiar su ogni cosa...
sfiori sfarfallando gaiamente
su quel che ti appar corolla
imprimendo nella labile memoria
ogni gesto e ogni parola
mentre socchiudi la turgida bocca
e reciti con dovizia
la tenera filastrococca...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Freawaru19 marzo 2014
Simpatici versi che imprimono una forte leggiadria in chi legge, donando momenti di innocenza. Molto piaciuta la scelta del registro linguistico e anche per la sintassi. L'ho trovata piacevolissima, con un dolce profumo d'infanzia. Carinissima!

