Gli alberi

Il mio cielo copre dolori e affanni.
Stesa la coltre, irrorata la terra
accoglie pianto di chi perso vaga
nei perché stesi nel cuore, inchiodati
nella ragione.
Vaga la percezione della fine
dell'effimero stato, colpa dell'uomo
sospeso tra peccato e pentimento,
tra pietà e misericordia.
Sentinelle voi alberi spogli,
nudi alle miserie umane, unitevi
in preghiere stringetevi in cerchio
comune nell'unica direzione volto il fine.
Sia bontà a primeggiare, umiltà e consenso,
adagiati in letto di rose prive di spine.
Un timido freddo sole, stende le
braccia e l'umanità silente abbraccia.
Luce infine s'infiltra e alberga
in cuori palpitanti al freddo giorno
che bacia la vita.
©
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L'autore
Rita Vieni
Amo la tranquillità domestica, il mio quieto vivere. Semplicemente io, moglie e madre. Da poco ho scoperto la gioia e la serenità che mi infonde la poesia, scrivere è un rivelarmi e uno scoprirmi sin nel profondo. Nei momenti di malinconia mi affido ad essa, imprimo parole di un vissuto a volte di profonda gioia e r
Commenti (1)
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M
Mariasilvia27 marzo 2014
Umiltà e consenso adagiati in un letto di rose senza spine. E Terra che accoglie il pianto di chi perso vaga nella ragione dei suoi perché e nel freddo vuoto che il cuore lascia... Un argomento misterioso trattato in modo mirabile, eccelso. Sentita e apprezzata moltissimo.