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Ribellione 22 marzo 2014 · lettura 1 min · 3203 letture

Di brividi e di sale

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Di brividi e di sale è il pensare di tramutare il senso in orrore. Quel senso, perso sulla strada tra rovi e carbone, lancinante disperde il pulviscolo innocente in meno di un’ora. Non c’è ragione, non c’è memoria. Come lampo squarcia il cielo, il battito s’allontana dal sentirsi voce e non piange nel singhiozzo, ma prega Dio. La scelta si consuma. E’ un pacco da disfarsene, anche in fretta, vomitando rabbia ai perché insoluti, sul tragico epilogo dell’abbandono, quando sbarrato il passo, non c’è ritorno.
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Rita Minniti
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Commenti (6)

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Rosita Bottigliero23 marzo 2014

rende bene l'idea dell'abbandono. ...versi descritti con grande densità. ...

Sara Acireale23 marzo 2014

"Quando sbarrato il passo non c'è ritorno"...La chiusa rende bene l'idea di un abbandono totale, quando il passo è sbarrato, non c'è più modo di ritornare indietro e allora la disperazione assale l'individuo che vede sgretolare ogni via di salvezza, ogni spiraglio nella nebbia che l'avvolge. La porta è chiusa, addirittura sbarrata, il senso si tramuta in orrore per questo essere impotente avendo perduto la consapevolezza di ogni cosa.

Antonio Biancolillo24 marzo 2014

Riconosce quel bordo estremo dove non c’è altro da chiedere... se non fingere che è già abbastanza quel che resta... di quei sorrisi senza più forma sparsi e freddi tra le buche che hanno lo stesso colore tra i passi che ha già camminato... di un fondo duro e secco quando la sofferenza è improvvisa... Un bordo estremo che è l'involucro inevitabile dell'amore... la forza centrifuga che spinge inesorabilmente all'esterno... dopo aver coperto l'intero percorso possibile, e così quando"Non c’è ragione, non c’è memoria" si rimane increduli e frastornati da quel senso di gelo che ci prende e ci attanaglia ..."sul tragico epilogo dell’abbandono"... Molto apprezzata...

Franciscofp29 marzo 2014

Versi eccelsi che enfatizzano la disperazione che in un attimo di disorientamento spinge all’orrore di un gesto estremo senza ritorno. Molto apprezzata

rita iacobone29 marzo 2014

Essere abbandonati è la sensazione più tremenda che la mente possa sopportare, e allora ai limiti del corpo a volte qualcuno cerca di lanciare l'anima in un vuoto di luce che possa sussurarle un silenzio infinito senza dolore.

carla composto29 marzo 2014

versi intensi che esprinomo lae sofferenze di un abbandono, sensazioni forti terribili che arrivano all'anima e non vanno più via... nemmeno il tempo riesce a cancellare queste cicatrici profonde e doloranti