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Introspezione 23 marzo 2014 · lettura 1 min · 2428 letture

Invisibile

Rita Stanzione 1949 poesie pubblicate
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Ho un ricordo strano di un muso estraneo che lecca piano le cortecce e guarda gemere le foglie con tutti i sensi ho un disaccordo di intervalli un panno sulla bocca e l’aria lenta la lontananza che atterrisce ho un’astrazione da restituire a te una scultura d’ombra senza sguardo il mio peso vuoto devastante più tardi sarà la calma ai vetri niente avrà nome, la realtà-invenzione com’è che scivola -vedremo - giù dalla testa
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L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (4)

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carla composto23 marzo 2014

invisibile ricordo che prende la mente che lascia scaturire emozioni forti che é difficile da cancellare, lirica intensa introspezione acuta e sentita

nemesiel24 marzo 2014

La lirica parte in sordina e si fa via via più carica e profonda... fino ad avvolgersi di mestizia, raggiungendo il corpo del componimento in versi che colpiscono per lo sgomento espresso "una scultura d’ombra senza sguardo il mio peso vuoto devastante" placandosi piano nell'ultima strofa...

Fiammetta Campione24 marzo 2014

"una scultura d'ombra senza sguardo" Un'introspezione questa che lascia una forte traccia, che scava con abili metafore e porta alla luce sensazioni forti, quasi sembra di vedere ferite mai cicatrizzate, il senso di sentirsi sbagliati, il vuoto...

Giovanni Chianese24 marzo 2014

Una poesia dalle forti emozioni questa introspezione, che detta sentimenti propri dell'intimo nella convessità di uno specchio chiamato anima. È realtà di un risultato l'identità, a volte come una scultura senza espressione, né peso, è paragonabile al costrutto di una massa invisibile nel contesto di esplosioni deludenti.