La via dell'ego

Tra gelide vette non gloriose la mia avventura
Non per mio volere ma per il fato errante
Forse non equo; così or vado per la ventura
Forse sì equo; in sul mio primo errore assillante
Oggi come allora le ombre ululano dal profondo
Cupe e a cuor di tenebra, figlie del mal mio passato
Indelebile sì vitreo tal peccato inquina immondo
la coscienza mia pura; che puro non fui mai stato
Pace e misericordia ricerco negli anfratti
Di tombe tumultuose e memorie di diniego
La giustizia bellissima spietata giudica gli atti
Mie compiuti malamente per onore smisurato; è l’ego
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