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Amore 25 marzo 2014 · lettura 1 min · 2876 letture

La donna dalle labbra rosse e Gabriele D'annunzio

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Il vate scese dal treno con i suoi stivali lucidi e un romanzo nella borsa. La donna dalle labbra rosse lo riconobbe e gli chiese un amore. Gabriele aveva sonno sapeva di fumo di treno e i suoi stivali riflettevano il cielo. S'amarono nei bagni della stazione e lei rimase nuda come piacere misto ad emozione. Amami Gabriele amami sino a tarda notte amami per farmi sempre tua e io ti darò amore con il mio marchio rosso. Fuori giovani fascisti picchiavano ebrei e storpi con la loro acidula voglia di sputare nel borgo. Amami Gabriele urlò la donna dalle labbra rosse perché sono ebrea e voi siete il simbolo della morte. L'uscio del bagno rimase semiaperto mentre fuori urlavano di eja e di baccalà. Amore spreme amore in questo Italia che si traveste mentre un buffone rancido s'affaccia alla finestra. Ora solo notte e una donna senza rossetto spia di un tedesco ebrea ma senza gagliardetto racconta a un gatto di un amore senza intelletto.
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