La donna dalle labbra rosse e Gabriele D'annunzio
Hariseldom
1264 poesie pubblicate
+ Segui
Il vate scese dal treno
con i suoi stivali lucidi
e un romanzo nella borsa.
La donna dalle labbra rosse
lo riconobbe e gli chiese un amore.
Gabriele aveva sonno
sapeva di fumo di treno
e i suoi stivali
riflettevano il cielo.
S'amarono
nei bagni della stazione
e lei rimase nuda
come piacere misto ad emozione.
Amami Gabriele
amami sino a tarda notte
amami per farmi sempre tua
e io ti darò amore
con il mio marchio rosso.
Fuori
giovani fascisti
picchiavano ebrei
e storpi
con la loro acidula voglia
di sputare nel borgo.
Amami Gabriele
urlò la donna
dalle labbra rosse
perché sono ebrea
e voi
siete il simbolo della morte.
L'uscio del bagno
rimase semiaperto
mentre fuori urlavano
di eja
e di baccalà.
Amore spreme amore
in questo Italia
che si traveste
mentre un buffone rancido
s'affaccia alla finestra.
Ora
solo notte
e una donna senza rossetto
spia di un tedesco
ebrea
ma senza gagliardetto
racconta a un gatto
di un amore
senza intelletto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Hariseldom
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
