Va' mio sonetto
Va', mio sonetto, vola con dolcezza
e fermati soltanto al mio paese
dove vissi l'antica giovinezza
intensa di speranze e liete attese.
Porta un pensiero mio di tenerezza
a lei che tanto affetto con me spese,
dille che la ricordo e una carezza
tu falle per mio conto, sii cortese.
Poi scendi, te ne prego, al cimitero,
dove dormono quelli che un dì amai,
raccontagli il sentire mio sincero
che non potrò dimenticarli mai.
Quindi mi porterai, quando ritorni,
il profumo dei miei passati giorni.
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (1)
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alias Marina Pacifici1 aprile 2014
Vola somma la Poesia con un sonetto di così raffinata fattura. L' Autore affida al suo sonetto il ritorno ai luoghi della memoria, tanto cari al cuore. Infatti il sonetto deve tornare nel paese natìo, dalla donna amata un tempo, dai cari che riposano all'ombra del cipresso. E nel tornare dal Poeta il sonetto recherà la carezza dei ricordi ed il profumo dei giorni andati. Struggente e d'alta classe poetica.
