Glaciale cavaliere

Rifuggi ancor
ombra discreta nell'ombre,
eppur avverto
nel silente grembo
accenno di pianto...
E qui io mondo dalle rimanenti
ore il gran rimpianto
e riassemblo cocci
di quel che di cristallo
è infranto
in questa fragile coscienza
in stallo.
Così sprofondi
nell'abisso temporale
perché di amaro e sale
ho trangugiato a forza...
così tu cozzi
nel muro alieno
eretto...
tu che di veleno
colmasti il calice da bere
in quella fine...
giudice spietato
e desueto cavaliere
che del glaciale stile
issasti bandiera...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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