Cronache da una scala di penrose
A quel tempo vivevo tra i solchi di un trentatré
che suonava i Pink Floyd a non finire
di lune pazze e muri in costruzione.
Sarà che poi ti ritrovi a risalire e scendere
in una scala di penrose
dentro un'anima bidimensionale
-l'evoluzione è un utero di madre-
il non ricordo che ne è l'essenza
il bisogno, a volte, di una culla
perché darwin era la solitudine in un guscio
il verbo odiare mai scritto
la differenza opaca tra vittima e carnefice
in fondo darwin era la copia di mio padre.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
D
Tutte le opere →
L'autore
Dyleng
Non mi piacciono le biografie e nemmeno i social network. Non credo al diritto d'autore quindi se volete copiate ogni singolo verso dei miei scritti. La modestia non mi appartiene, poeticamente parlando ma per qualsiasi appunto o critica siete ben voluti sempre e comunque. Adoro parlare con persone curiose e intellet
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!