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Introspezione 6 aprile 2014 · lettura 1 min · 2214 letture

La fine della mia strada

fausto di pasquale 333 poesie pubblicate
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Giungere non vorrei alla fine della mia strada. Strada buia come una notte senza giorno. Strada silente come colei che la circonda... la solitudine... Banda festosa in ghingheri e tenero cinguettio di usignoli invano... attenderebbero il mio arrivo. Vorrei poter scalare quei gradini senza fine impervi come parete di roccia giungere ai tuoi piedi e sciogliermi come devoto cero. Vorrei saper cantare per donarti dolci melodie ma cantare non so, stonato sono come campane dondolate da lunghe funi. Io so solo scrivere d'amore, emozioni e sentimento puro posso regalare al cuore tuo. Prova a sfogliare le pagine di questo mio libro e forse capir potrai come l'amore nulla chiede ma tutto dona. Giungere non vorrei alla fine della mia strada.
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Commenti (1)

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Rita Vieni7 aprile 2014

Una strada è sempre piena di pericoli, ma il rischio si corre volentieri per le bellezze incontrate lungo il percorso. Si piange, si ride, si canta anche con le stonature, si percorre con o senza altrui mani, in consapevolezza e pieni di se e ma. Vivere sino in fondo ad essa è il miglior modo per festeggiarla ed omaggiarla. La poesia delimita i percorsi con gentilezza e amore.