La fine della mia strada
fausto di pasquale
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Giungere non vorrei
alla fine della mia strada.
Strada buia come
una notte senza giorno.
Strada silente come
colei che la circonda...
la solitudine...
Banda festosa in ghingheri e
tenero cinguettio di usignoli
invano... attenderebbero
il mio arrivo.
Vorrei poter scalare
quei gradini senza fine
impervi come parete di roccia
giungere ai tuoi piedi e
sciogliermi come devoto cero.
Vorrei saper cantare
per donarti dolci melodie
ma cantare non so,
stonato sono come
campane dondolate
da lunghe funi.
Io so solo scrivere d'amore,
emozioni e sentimento puro
posso regalare al cuore tuo.
Prova a sfogliare le pagine
di questo mio libro e
forse capir potrai
come l'amore nulla chiede
ma tutto dona.
Giungere non vorrei
alla fine della mia strada.
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L'autore
fausto di pasquale
Commenti (1)
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Rita Vieni7 aprile 2014
Una strada è sempre piena di pericoli, ma il rischio si corre volentieri per le bellezze incontrate lungo il percorso. Si piange, si ride, si canta anche con le stonature, si percorre con o senza altrui mani, in consapevolezza e pieni di se e ma. Vivere sino in fondo ad essa è il miglior modo per festeggiarla ed omaggiarla. La poesia delimita i percorsi con gentilezza e amore.
