Sprazzi fugaci

Langue quel ciel
che bigio s'estende
e colmo di brividi appare
per quanto trema
dietro quel velo...
piangono alfin le nuvole
d'un pianto che mogio
e novembrino
s'abbranca
con viscidi tentacoli
all'umor che già pesto
e gelido
mesto s'adagia...
ma quanto arranca
solingo e randagio
uno squarcio d'azzurro
fugace
che stride spezzando il gran bigio...
regio quel sol che fa' capolino
...speranza che illumina
e il cuor rasserena...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
