Vestigia etrusche
elena rapisa
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Sfida il tempo aspra e glabra
la tufacea antica rupe dove impietosa
e monotona scava
concave sponde, la pioggia.
Il sottobosco luccicante gronda gocce
che raccatta e trattiene,
donandole a nocchiute radici
che incidono con serpeggianti braccia
la terra fumante.
Sgombrata la mente, impregnata di silenzi,
muovo per viottoli fangosi,
verso tombe dove la storia ricorda
essenze e civiltà scomparse.
Lontano, un metallico mare,
quasi asfalto, attende il sole.
©
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa8 aprile 2014
note misteriose dettate da una civiltà che è il mistero stesso, la magia traspare e avvolge il lettore. B e ll a

