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Dialettali 12 aprile 2014 · lettura 1 min · 2387 letture

Testamento

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Doppo che sarò morto nell'ospizio (ir più tardi possibile si spera!) ar mondo lascerò la mi dentiera e bollette arretrate in vitalizio. Siccome un ciò mai avuto vér giudizio che porta i furbi a tramutà bandiera e li fa corre tutti a precipizio verso i conti- correnti o la galera, pubbrìate, a rimessa, ogni mi verzo rimasto in fondo a quarche taccuino che, con impegno, scrissi a tempo perzo. Un vargano una sega di siùro ma li lascio a colei che sur Pontino( 1) una notte escramò: - Come l'hai duro! -
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1): Rione di Livorno Sonetto classico in vernacolo livornese

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (2)

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Francesco Rossi12 aprile 2014

Molto bello questo sonetto. L'originalità e lo spirito giocoso dei Livornesi si fa sentire in tutta bellezza in questa poesia.

Originale rima dialettale che, con una nota di malizia, unisce una triste realtà al dissacrante umorismo . Piaciutissima!